Anche quest’anno, a favore dei pensionati con età non inferiore a 64 anni, verrà riconosciuta una somma aggiuntiva, determinata in funzione dell’anzianità contributiva maturata. La somma, una sorta di 14ª mensilità, viene corrisposta insieme alla mensilità di luglio e spetta a condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivo individuale superiore a 1,5 volte il trattamento minimo Inps. Lo prevede la legge 127/2007.
FONTE : leggi illustrate
INVIATE I VOSTRI QUESITI SU FISCO,TRIBUTI E LAVORO A : PASQUALEAIR@TISCALI.IT VI ASPETTIAMO E RICORDATE DI SOSTENERE QUEST BLOG CON UNA DONAZIONE DI ALMENO EURO 5 E RICEVERETE GRATIS UNA NEWS LETTER VIA EMAIL CON NOVITA' OGNI MESE SU FISCO,LAVORO E TRIBUTI
Visualizzazione post con etichetta PENSIONI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PENSIONI. Mostra tutti i post
mercoledì 24 agosto 2011
pensioni quattordicesima mensilità
venerdì 19 agosto 2011
pensioni per insegnanti e donne con la manovra di ferragosto novità
Dal 1 gennaio 2012 slitta la pensione degli insegnanti: per chi maturerà il diritto alla pensione a partire dal 1° gennaio 2012, la finestra di uscita slitta al 1° settembre 2013.
Si avvicina inoltre l’età dei 65 anni per andare in pensione da parte delle donne che ora incomincerà a crescere dal 2016. L'obiettivo è raggiungere la parità uomo-donna nel 2028, con cinque anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla manovra di appena un mese fa.
Rivisti anche i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità
Fonte il sole 24 ore - fisco e tasse
Si avvicina inoltre l’età dei 65 anni per andare in pensione da parte delle donne che ora incomincerà a crescere dal 2016. L'obiettivo è raggiungere la parità uomo-donna nel 2028, con cinque anni di anticipo rispetto a quanto previsto dalla manovra di appena un mese fa.
Rivisti anche i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità
Fonte il sole 24 ore - fisco e tasse
martedì 5 luglio 2011
PENSIONE A 68 ANNI CON LA MANOVRA IN APPROVAZIONE
Il calendario è lungo e tutto declinato al futuro, ma gli effetti a regime saranno importanti: l'innalzamento progressivo dell'asticella che le lavoratrici del settore privato, dipendenti o autonome, dovranno superare per maturare i requisiti della pensione di vecchiaia potrà sfiorare nel 2032 i 66 anni e mezzo di età, e portare al pensionamento effettivo a 67 anni e mezzo per chi lavora in un'azienda e a 68 anni per chi ha un'attività in proprio. Numeri che, visto il superamento della differenza di genere in campo previdenziale, torneranno identici anche per i lavoratori.
Questi numeri sono il risultato combinato degli interventi previdenziali prodotti dalla manovra di quest'anno e da quella dell'anno scorso.
Il decreto approvato la settimana scorsa dal consiglio dei ministri introduce una sorta di «rampa» progressiva per l'età di vecchiaia delle lavoratrici: il meccanismo partirà nel 2020 e in 12 anni,
Questi numeri sono il risultato combinato degli interventi previdenziali prodotti dalla manovra di quest'anno e da quella dell'anno scorso.
Il decreto approvato la settimana scorsa dal consiglio dei ministri introduce una sorta di «rampa» progressiva per l'età di vecchiaia delle lavoratrici: il meccanismo partirà nel 2020 e in 12 anni,
lunedì 13 dicembre 2010
TEST PENSIONI AL 50 % ENTRO IL 2037
Pensioni al 47 per cento delle retribuzioni entro il 2037: non sono rosee le previsioni dell'Inps
Non è rosea la previsione per i futuri pensionati italiani. Pensioni sempre più basse e bilanci dell’Inps in peggioramento sono le prospettive che si delineano all’orizzonte. Il quadro è contenuto in una quarantina di dossier che descrivono la evoluzione per ciascuna categoria fino al 2037. Nello studio voluto dal commissario straordinario dell'ente Antonio Mastrapasqua si evidenzia come le pensioni saranno progressivamente più basse in rapporto al reddito da lavoro e nel 2037 per i lavoratori dipendenti saranno pari al 47% del reddito. Queste le proiezioni dell'Inps - scrive il Corriere della Sera - dopo una "verifica tecnico-attuariale" per fotografare l'evoluzione delle pensioni di ogni categoria, "documenti licenziati a settembre ma finora non divulgati" dall'istituto di previdenza.
Assegni al 47% nel 2037 - "Il grado di copertura - spiega il quotidiano milanese - delle pensioni dei lavoratori dipendenti passerà dall'attuale 52% della retribuzione (54% considerando anche le 'gestioni separate' di elettrici, telefonici, trasporti, dirigenti d'azienda) al 54% nel 2015, per poi scendere al 47% nel 2037". L'iniziale aumento delle pensioni medie in rapporto alle retribuzioni "è dovuto al fatto che nei prossimi anni si ritirerà dal lavoro la generazione del baby boom, con una robusta vita lavorativa alle spalle e con l'assegno in buona parte ancora calcolato col retributivo". Per l'Inps inoltre, aggiunge il Corriere, "l'invecchiamento della società metterà a dura prova i conti, determinando un peggioramento dei bilanci d'esercizio e degli stati patrimoniali". La verifica mostra come il sistema di calcolo contributivo ( pensioni commisurate ai contributi versati in tutta la vita lavorativa) cominci a mordere, riducendo l’importo degli assegni. Un effetto che proseguirà anche dopo il 2037, se si tiene conto che solo verso il 2050 l’Inps non pagherà più pensioni calcolate col più vantaggioso metodo retributivo.
Il futuro in rosso dei dipendenti - Scrive il Corriere che il grado di copertura per i lavori dipendenti cadrà dall’attuale 54-56% al 47% nel 2037, mentre il bilancio dedicato risulterà in attivo fino al 2013, per poi virare verso il rosso già dal 2014. Nel 2037, senza interventi, il passivo arriverà a 61 miliardi di euro.
Gli artigiani verso il 43 per cento - Oggi un artigiano va in pensione con il 50% di quanto ha percepito durante la sua vita lavorativa: un conto che è previsto in aumento fino al 53% in tre anni, e poi però in crollo al 43% nel 2037. Il bilancio economico passa da una perdita di 3 miliardi fino a una di 15,5 miliardi nel 2037.
Non ridono i commercianti - Situazione analoga, scrive sempre il Corriere, per i commercianti, con il grado di copertura che parte al 46%, arriverà al 52% per poi scendere di nuovo al 44% nel 2037. Il deficit arriverà a 8,7 miliardi nel 2037, lo stato patrimoniale è previsto in negativo per quella data di 127,5 miliardi.
La situazione disperata dei precari - La situazione peggiore è quella dei precari oggi inquadrati come parasubordinati. Qui le stime dicono addirittura che nel 2037 la pensione sarà pari al 14% del reddito. Ma si tratta di un dato poco significativo, fanno sapere dall’Inps. Si tratta cioè di un calcolo teorico che non distingue tra contribuenti esclusivi e chi ha un lavoro ma versa anche in questa gestione per consulenze o prestazioni accessorie alla sua occupazione principale. I vari centri di ricerca invece stimano una forbice che va dal 36% al 55% dello stipendio. Ad oggi però la cifra è inquietante: 6351 euro di pensione per chi ci andrà nel 2037.
Iscriviti a:
Post (Atom)
MESSAGGIO DEL FONDATORE
Il Blog è stato creato esclusivamente per scopi infORmativi , a titolo gratuito e senza scopo di lucro e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Gli autori dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi agli autori, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Le immagini e i testi presenti sul blog sono state in larga parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione o per qualsiasi violazione di copyright, non avranno che da segnalarcelo e provvederemo prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate. Scusateci fin da adesso per il disturbo arrecato. OVE SI RICHIEDESSERO CONSULENZE, QUESTE A DISCREZIONE DEGLI AUTORI SARANNO SOGGETTE A PAGAMENTO. |